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IL RITORNO DEL NEMICO

PROLOGO

  Il Predecessore restò in silenzio.

  La pioggia incompiuta dell’inverno di Haldar si scagliava con violenza contro le superfici di osservazione, impedendo a qualsiasi altro suono di penetrarle. Ma la perfettissima dama Liida Mahe, Sommo Comandante dell’Unico Esercito, Interspazi 5-8, dubitava comunque che vi fosse qualcosa da ascoltare. La città sembrava giacere inerme sotto il maltempo, in attesa di comprendere se la pioggia sarebbe cessata, liberandola, o si sarebbe trasformata in un orrendo uragano, capace di devastarla. Attendeva una sentenza, nell’identica misura del suo Primo Comando.

  Infine il Supremo Coordinatore Deth Shin, Tutore delle Razze e Regolatore della Grande Armonia, levò lo sguardo sul Predecessore.

  “Perfettissimo signore Gaar Keld, da quasi sei anni ricopro il mio incarico – un incarico per il quale voi stesso mi avete indegnamente prescelto. Tuttavia non esiterò ad abbandonarlo, se il Regolamento dovesse impormelo, poiché in esso, come nel vostro giudizio, vi è solo Verità.”

  La voce del sommo signore era limpida, notò Liida Mahe, ma i suoi occhi tradivano l’angoscia che lo pervadeva. Che pervadeva tutti loro, poiché da quella risposta dipendeva il destino della loro Razza. Poiché la somma dama non osava neppure ricordare l’oscena creatura che avrebbe potuto sostituirlo, se il Regolamento e le sue disposizioni avessero prevalso. Disposizioni perfette, applicate da migliaia di anni, che all’improvviso apparivano Devianti e distruttive, da quando il Nemico poteva controllare le loro menti. Poiché ora il Successore e il Nemico erano uno.

  “Non è questo il mio giudizio, Deth Shin.”

  Gli occhi di Gaar Keld indugiarono ancora un istante sulla sua Arma Personale, fulgida di potenti bagliori azzurri, poi il Predecessore osservò uno ad uno gli ufficiali Anziani che un tempo erano stati il suo Primo Comando.

  “La creatura che era il Successore Hile Deon risiede nella mia Dimora da oltre un mese. La Sonda Mentale non rivela alcuna traccia di Devianza in lui, tuttavia, e proprio per questo, sappiamo che la creatura non può mentirci. Ed essa afferma di avere accolto il Nemico, e di comunicare con la sua Essenza, riuscendo perfino a controllarla. Non posso affidare la guida dell’Armonia a un simile essere. Le analisi della Sonda non bastano ad escluderlo, in base al Regolamento, ma le parole di una perfetta persona sono sempre Verità.”

  L’angoscia che da giorni alterava il suo equilibrio si attenuò, al suono di tali parole – o forse era la mente del Predecessore che la sfiorava, che li raggiungeva tutti, donando loro per un istante la pace e la compiutezza perdute.

  “Signore di Keld” esclamò allora Gora Caal, Supremo Comandante dell’Unico Esercito, “dobbiamo dunque presumere che anche le altre parole della creatura siano Verità, e che, a causa del nostro rifiuto alla sua oscena richiesta, il Nemico tornerà ad aggredirci su ogni rotta dei nostri Mondi: anche ora, quando siamo meno preparati alla difesa.”

  Gaar Keld lo fissò, e questa volta la somma dama fu certa di percepirne l’energia, sebbene il suo sguardo non fosse rivolto a lei.

  “In Verità, Gora Caal, non immagino in quale forma abominevole il Nemico potrà mostrarci la sua Devianza” rispose. “Né in quale parte di tale Devianza si nasconda quell’aspetto della Verità che ci unisce a lui. Poiché nel profondo delle nostre menti noi ne siamo consapevoli, anche se crediamo di averlo dimenticato.”      L’Arma di Keld intensificò la sua luce, per un istante, o così sembrò alla somma dama, nel turbamento che la coglieva. “Poiché senza dubbio questo legame esiste.”